Il meraviglioso arcipelago delle Isole Eolie si staglia a nord della Sicilia, nel Mar Tirreno. Le Isole Eolie, di origine vulcanica, grazie alla loro storia e alle loro incredibili bellezze naturali, rappresentano un luogo magico, assolutamente da vedere e da vivere. L`arcipelago delle Eolie, con le sue sette Isole, è la parte emersa di un vasto complesso vulcanico, prevalentemente sottomarino, che si estende per circa 200 chilometri. L`origine delle Isole Eolie è da attribuirsi proprio alla loro natura vulcanica. Nate come vulcani sottomarini, emersero in superficie due milioni di anni fa.


 

Vulcano è una delle sette isole appartenente all`arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia. L`esistenza dell`isola è dovuta alla fusione di alcuni vulcani di cui il più grande è il Vulcano della Fossa (o Gran Cratere o Cono di Vulcano), raggiungibile senza troppa fatica e grandi pericoli, affaccia il suo crinale a dominare i porti di Levante e di Ponente. Gli altri sono il Vulcanello (123 m), situato a nord ed il meridionale Monte Aria (500 m), completamente inattivo. Dopo l`ultima eruzione avvenuta tra il 1888 ed il 1890, il vulcano è perennemente fumigante fra flutti e fanghi sulfurei, dalle apprezzate proprietà terapeutiche. Sulla costa, a nord ovest dell`isola scoprirai la Grotta del Cavallo, lungo il litorale selvaggio e semideserto che inclina dolcemente verso le nere spiagge di Gelso, sovrastate dalla macchia di euforbie e da contorte vegetazioni di fichi d`India.
Richard Paul Roe, avvocato e scrittore americano, ha affermato che la commedia `La tempesta` di William Shakespeare sarebbe ambientata sull`isola di Vulcano.
Suggeriamo:

  • escursione al Gran Cratere della durata di circa un`ora attraverso un sentiero che s`inerpica fino a 400 metri da dove si può godere di uno splendido panorama sulle isole vicine,
  • bagno nelle acque termali di porto di Levante con le sue note fumarole,
  • Grotta del Cavallo o dell`Eremita ricca di gallerie stalattiti e stalagmiti,
  • scoglio delle Sirene con la finissima sabbia nera
  • la valle dei Mostri a Vulcanello.


Lipari è la maggiore isola dell`arcipelago e risulta essere la porzione emersa di un grande apparato vulcanico, ancora attivo, alto circa 1600 m che, partendo da una profondità di circa 1000 m sotto il livello del mare arriva a 602 metri s.l.m., dando vita ad un gioco fra colate d`ossidiana e distese biancheggianti di pomici.Ad esempio, tra Canneto ed Acquacalda, due simpatici borghi marinari ancora incontaminati dal turismo di massa, s`allunga verso il mare, in direzione di Punta Castagna, la spettacolare colata ossidianica delle Rocche Rosse.
Il suo museo è uno tra i più interessanti del Mediterraneo, conserva innumerevoli testimonianze della storia delle isole e la stratificazione successiva dei cinquemila anni di civiltà perfettamente leggibile negli scavi a cielo aperto racchiusi tra le poderose mura bastionate.

Lipari affascina anche per il suo centro storico dove `Il Corso`, `Marina Lunga`, `Marina Corta` risultano essere un amabile salotto umbertino sul cui scenario si aprono finestre e balconi lievi come merletti dalle cui balaustre scendono cascate multicolori di gerani e di delicati garofani ed ancora giardini profumati di gelsomini e di basilico e terrazze sul mare dove si perpetua una ospitalità gastronomica che ha una sua fisionomia ed una sua tradizione.



Salina, per estensione e per popolazione, è la seconda delle Eolie dopo Lipari e comprende i comuni di Santa Marina, Malfa e Leni.Il suo antico nome greco era Διδύμη "Didyme"(gemelli), in riferimento ai due vulcani ormai spenti da tempo, "Fossa delle Felci", 961 m e il "Monte dei Porri", 860 m. I quali conservano la tipica forma conica. L`attuale nome deriva, invece, da un laghetto di acqua salata presente nella frazione di Lingua del Comune di S. Marina di Salina, dove un tempo si estraeva il sale per la conservazione dei capperi e del pescato.E` detta l`isola verde poichè è la più ricca di vegetazione. Infatti, considerevole è la presenza di felci, querce, pioppi, ginestre, vigneti, cappereti.Dalle pregiate uve coltivate si ricava la "Malvasia delle Lipari", un vino dorato di sapore dolce ed unico al mondo a tal punto da essere stata da sempre definita come il `nettare degli dei` ed i capperi, esportati in tutto il mondo. Le spiagge più frequentate sono quella di Santa Marina, di Lingua dove si trova il pittoresco laghetto e la romanticissima spiaggia di Pollara, sovrastata da una impressionante parete bianca semicircolare, resti dell`interno del cratere spento. La stupenda spiaggia di Pollara è stata il set de Il postino (1994), l`ultimo film interpretato da Massimo Troisi.Dal 2007 è, inoltre, sede del SalinaDocFest, festival internazionale del documentario narrativo.


La sua incantevole bellezza ed il suo aspetto curatissimo rendono l`isola di Panarea veramente unica, a tal punto da essere diventata meta di un turismo d`elite. Panarea è la più piccola e la meno elevata delle Isole Eolie ed è caratterizzata da numerosissimi scogli ed isolotti come Basiluzzo, Dattilo, Bottaro, Spinazzola, Lisca Bianca, Lisca Nera, Panarelli e le Formiche che formano un piccolo arcipelago posto su un unico basamento sottomarino. Fenomeni eruttivi sono visibili sulla bellissima spiaggia di ciottoli della Calcara dove è possibile scorgere fumarole di vapori che si levano dalle fessure fra le rocce. In alcuni punti fra i ciottoli in riva al mare, per effetto di queste sorgenti di calore, l`acqua ribolle a tal punto da essere ustionante. Altri fenomeni eruttivi subacquei sono evidenti nel ribollire delle acque fra l`isolotto di Bottaro e Lisca Bianca. A Panarea, inoltre, si trovano l`incantevole baia di Cala Junco, le sorgenti termali dietro la Punta di Peppe e Maria, il Timpone del Corvo che è il punto più alto dell`isola e da cui è possibile ammirare una veduta mozzafiato sull`isola di Stromboli.Il fascino dell`isola è dovuto anche alle sue casette, tutte rigorosamente bianche, ornate di fiori e quasi sempre con vista sul mare, collegate tra loro da caratteristici vicoletti percorribili solo a piedi o con le caratteristiche macchinine elettriche o moto api che fungono da taxi.Per il senso di straniamento, fascinazione e sensazione di `perdersi` nella natura, che procuravano questi luoghi nel dopo guerra si ricorda il famoso film `L`avventura`, di Michelangelo Antonioni (1960), ambientato in larga parte a Panarea, Basiluzzo e Lisca Bianca.


Stromboli è un`isola dal fascino unico e misterioso, grazie soprattutto al celebre vulcano, alto circa 926 m sopra il livello del mare, celebre per la sua persistente attività esplosiva. In realtà, quella visibile è solo la parte emersa di un imponente vulcano di 3.000 metri di altezza il cui volume complessivo è 25 volte più grande di quello della parte emersa.La `Sciara du Fuocu` suscita grande interesse; si tratta dell`attività vulcanica che si svolge incessantemente fin dall'epoca della sua emersione. Per questo motivo, gli antichi la chiamavano il faro del Tirreno, poichè ben visibile anche dalla Calabria.La superficie dell`isola è pari a 12,2 km² ed i suoi abitanti sono distribuiti tra San Bartolo e San Vincenzo, che risultano essere il villaggio Stromboli, e Ginostra, situato a Sud Ovest e raggiungibile soltanto dal mare.Strombolicchio è, invece, un antico camino vulcanico, isolotto che sorge a 1,6 Km. a nord di Stromboli.L`isola è stata lo scenario del film di Rossellini `Stromboli terra di Dio` (1950) che ebbe il merito di svegliare l`interesse turistico per le isole Eolie. Ancor oggi sull`isola vi sono targhe e foto che ricordano gli episodi della lavorazione del film, e nella piazza principale di Stromboli il bar più famoso è il Bar Ingrid.L`isola resta una delle mete più affascinanti e suggestive da vivere.



Alicudi ha una superficie di circa 5 km² e costituisce la parte emersa di un vulcano spento, sorto attorno a 150 milioni di anni fa e rimodellato da successive eruzioni e fenomeni quaternari. L`isola è ricoperta in gran parte dall`Erica, pianta selvatica che cresce poderosa in quest`isola, tanto da guadagnarsi il nome di Ericusa proprio dai Greci, primi colonizzatori di queste incontaminate isole.L`isola conta meno di cento residenti ed è abitata solo sul versante meridionale, raggiungibile in quota solamente percorrendo mulattiere a gradoni di pietra o con i muli, unici mezzi di trasporto, utilizzati solo per i materiali.La sua terra è particolarmente fertile tanto che è possibile ammirare terrazzamenti che spezzano il versante del vulcano consentendo anche di immergesi nei mille colori delle stagioni, offerti da agavi, fichi d`India, capperi smeraldini, finocchietto verde, bouganville dalle sfumature rosse, rosa, viola, salmone e bianche, assenzio bianco-argento, gialle ginestre, solano e cardi spinosi ed ancora ulivi, ligustri, carrubi. Le sue spiagge sono caratterizzate da ciottoli, scogli e lembi di rena scura dovute alle mareggiate invernali le quali trasformano scogli e bancate di rocce in naturali e variegate opere d`arte dal colore grigio scuro, bruno-arancio fino a sconfinare al rosso. Sole, mare e terra ad Alicudi si fondono in un perfetto equilibrio che dona armonia e pace offrendo scenari di incomparabile bellezza ai subacquei.



L`isola di Filicudi è la quinta isola in ordine di grandezza dell`arcipelago delle Eolie ed è sotto la protezione dell`Unesco in quanto patrimonio dell`Umanità.Anticamente era nota come Phoenicusa, cioè ricca di felci, una caratteristica palma nana ancora presente sui promontori dell`isola.I vulcani presenti sono otto, tutti spenti da molto tempo, e quello che domina l`isola è il monte Fossa Felci, alto 774m. Sull`isola sono presenti circa 200 abitanti distribuiti tra i centri di Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini, Pecorini a mare, Canale e Rocca di Ciavoli e collegati tra loro dall`unica strada asfaltata dell`isola e da una fitta trama di mulattiere. Numerose sono le insenature e le baie, ricche di anfratti dove l`acqua cristallina lambisce la nera roccia lavica che si tuffa nel mare e prosegue sott`acqua creando percorsi tortuosi e vallate sottomarine di rara bellezza. Le coste di Filicudi sono una vera meraviglia della natura.

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